ROMA - La tecnologia al servizio dell’ambiente, o viceversa? Un terreno ancora vergine, che vede la filosofia dello Slow Tech fare passi da gigante, soprattutto sull’ecosostenibilità e la domotica. Oggi infatti la casa è al centro dell’attenzione. per far sopravvivere il Pianeta deve essere autosufficiente, a basso consumo con pannelli solari ovunque, ambienti trasformati in macchine biologiche e oggetti multiuso grazie al riciclo.
In prima fila nel disegnare questo futuro c’è Philips, che con il dipartimento Design Probes (oltre 400 menti col compito di immaginare scenari avveniristici) ha presentato la Microbial Home. Votato al risparmio e al riciclo di ciò che normalmente viene cestinato (rifiuti, acque reflue, liquami), l’ecosistema si sviluppa come una catena in cui tanti oggetti separati si alimentano fra loro. Al centro c’è il Bio-digester Island, l’impianto che converte i rifiuti solidi (scarti alimentari e scarichi sanitari) in metano producendo biogas per il funzionamento di forni, luci e il riscaldamento dell’acqua; lo stesso metano serve anche per refrigerare carne, frutta e verdura sistemate nelle vaschette sul tavolo da pranzo che è il fulcro della dispensa Larder. Il Paternoster plastic waste up-cycler sfrutta invece le proprietà di alcuni enzimi dei funghi per abbreviare i tempi per il riciclo della plastica e altri materiali, mentre un’altra preziosa fonte energetica proviene dal bagno dove un sistema permette di filtrare le acqua di scarico senza inquinare, oltre a separare i rifiuti liquidi dai solidi. La biocasa - che è illuminata con la tecnologia bio-light che trasforma i batteri in luce - è attenta anche alla salute grazie all’Apothecary, uno spazio di monitoraggio specializzato nella prevenzione delle malattie, e offre al contempo un angolo di eccentricità con l’arnia urbana pensata per godersi il miele fatto in casa.
L’esigenza di rivedere i consumi (e relativi dosi di inquinamento ambientale) è una realtà che ha generato una crescita esponenziale nella produzione di oggetti ecologici. L’esempio più illuminante riguarda la luce, con lampade a led dalle forme sinuose e alta efficienza che hanno invaso il mercato: l’ultima idea in tema è la Solvinden progettata da Ikea che si alimenta con l’energia di sole e vento. Accanto a telecomandi con pannelli solari, bio-acquari d’avanguardia, finestre con viste panoramiche, orticelli per appartamenti e altri migliaia di oggetti affini, anche l’assetto urbano.
In prima fila nel disegnare questo futuro c’è Philips, che con il dipartimento Design Probes (oltre 400 menti col compito di immaginare scenari avveniristici) ha presentato la Microbial Home. Votato al risparmio e al riciclo di ciò che normalmente viene cestinato (rifiuti, acque reflue, liquami), l’ecosistema si sviluppa come una catena in cui tanti oggetti separati si alimentano fra loro. Al centro c’è il Bio-digester Island, l’impianto che converte i rifiuti solidi (scarti alimentari e scarichi sanitari) in metano producendo biogas per il funzionamento di forni, luci e il riscaldamento dell’acqua; lo stesso metano serve anche per refrigerare carne, frutta e verdura sistemate nelle vaschette sul tavolo da pranzo che è il fulcro della dispensa Larder. Il Paternoster plastic waste up-cycler sfrutta invece le proprietà di alcuni enzimi dei funghi per abbreviare i tempi per il riciclo della plastica e altri materiali, mentre un’altra preziosa fonte energetica proviene dal bagno dove un sistema permette di filtrare le acqua di scarico senza inquinare, oltre a separare i rifiuti liquidi dai solidi. La biocasa - che è illuminata con la tecnologia bio-light che trasforma i batteri in luce - è attenta anche alla salute grazie all’Apothecary, uno spazio di monitoraggio specializzato nella prevenzione delle malattie, e offre al contempo un angolo di eccentricità con l’arnia urbana pensata per godersi il miele fatto in casa.
L’esigenza di rivedere i consumi (e relativi dosi di inquinamento ambientale) è una realtà che ha generato una crescita esponenziale nella produzione di oggetti ecologici. L’esempio più illuminante riguarda la luce, con lampade a led dalle forme sinuose e alta efficienza che hanno invaso il mercato: l’ultima idea in tema è la Solvinden progettata da Ikea che si alimenta con l’energia di sole e vento. Accanto a telecomandi con pannelli solari, bio-acquari d’avanguardia, finestre con viste panoramiche, orticelli per appartamenti e altri migliaia di oggetti affini, anche l’assetto urbano.
Fonte: leggo.it